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Richieste di aiuto, scherzi e notizie vecchie...   Message List  
Reply | Forward Message #24 of 213 |
 23/03/2000: Richieste di aiuto, scherzi e notizie vecchie...
Inviato da: lap sus
Fonte: La Repubblica

Si moltiplicano le richieste di aiuto per salvare persone
ma spesso si tratta di scherzi o di messaggi vecchissimi

La solidarietà corre in Rete
ma attenti alle bufale
È sempre più difficile distinguere le vere iniziative
umanitarie dal resto. Qualche consiglio per orientarsi

di GIANCARLO MOLA

ROMA - Quando vi arriverà (se già non è accaduto) un messaggio di posta elettronica dal titolo "Solidarietà con Brian", non inoltratelo ai vostri amici. L'invito a diffondere l'appello a favore del "bambino di Buenos Aires che ha una malformazione congenita al cuore e necessita di trapianto", con la promessa che l'operazione sarà pagata dagli Internet provider sulla base del numero di e-mail spedite (un centesimo di dollaro per ogni "forward"), infatti non è vero. Nel senso che nessuno pagherà una sola lira a favore di Brian (supposto che esista). Si tratta di una burla di cattivo gusto, di uno scherzo. Di una bufala, insomma.

Non è un caso isolato. La Rete è diventata infatti un oceano sconfinato nel quale le bottiglie contenenti richieste di aiuto si incrociano in continuazione. Si perdono, vengono raccolte, e tornano a navigare. Capire quali sono gli appelli veri, quelli falsi e quelli ormai datati è sempre più difficile. Con il rischio che le buone intenzioni di compiere un gesto di solidarietà si rivelino vane.

"Dell'appello a favore di Brian non sappiamo assolutamente niente", spiega Marco Barbuti, presidente dell'Associazione Internet provider italiani. "Si tratta evidentemente di una bufala, con l'unico scopo di intasare la Rete di messaggi". D'altronde la logica, anche in questo caso, aiuta. Per quale motivo infatti i fornitori di accesso a Internet dovrebbero pagare per ogni messaggio di posta elettronica spedito? E come potrebbero distinguere le e-mail a sostegno di Brian da tutte le atre. "Tecnicamente è impossibile - spiega Barbuti - l'unico filtro che possiamo utilizzare per individuare i messaggi è quello del destinatario. E comunque sarebbe difficilissimo da praticare".

Non tutto è falso però. È davvero una iniziativa di solidarietà telematica quella inaugurata qualche mese fa da "The hunger site". Visitando la pagine web infatti si possono donare due ciotole di cibo ai popoli del Terzo mondo che soffrono la fame. Ma in questo caso il sistema è una logica: la donazione è infatti pagata dagli sponsor, che espongono i loro banner in bella vista. Per loro è pubblicità, su un sito molto gettonato. La beneficenza si coniuga quindi con il business.

È autentico anche l'appello per una donazione di midollo osseo che in queste settimane ha ripreso a circolare. Peccato che sia superato. Da molto tempo. Sono quasi due anni che circola per Internet. Ha portato anche buoni risultati. Ma continuare a farlo girare non serve praticamente a nulla. "La ragazza dell'appello dovrebbe esistere e da tempo, gennaio '99, essere già stata trapiantata", spiega Nunzio Incorvaia, ricercatore del Politecnico di Milano e iniziatore italiano della catena (partita in Germania). "Dico dovrebbe perché in realtà non conosco la sfortunata protagonista della vicenda ma ho solo ricevuto da lei risposte via e-mail chiaramente preparate in automatico".

Simile il caso di Lucia Brandani, una bambina di due anni affetta da un rarissimo tumore. I suoi genitori non sapevano più a chi rivolgersi per avere informazioni su chi potesse avere la cura giusta per la piccola. E hanno affidato alla Rete il loro Sos. La risposta è stata massiccia. E inarrestabile. Tanto che scrivendo al papà di Lucia (o telefonando al numero che appare nel messaggio) si ottiene, in automatico, una risposta cortese: "Siete stati fantastici - scrive il padre Daniele - soprattutto per la vostra solidarietà e per le vostre parole di conforto. Abbiamo già ricevuto tutte le notizie che ci servono e ci stiamo attivando per curare Lucia. Ora tutto il tempo che abbiamo dobbiamo dedicarlo a seguire Lucia e io non riesco più a rispondere tutto il giorno al telefono e leggere le centinaia di fax che ci inviate. Vi prego, fermatevi con le telefonate e i fax, proverò a leggere tutte le e-mail che mi state mandando e che sono tantissime. Se volete avvertite anche i ! vostri amici".

L'enigma del cybernauta è amletico: partecipare alla catena della solidarietà nella speranza (magari vana) di compiere un'opera buona, oppure diffidare tout court dell'accoppiata Internet-beneficenza? La risposta non è semplice. Anche perché i messaggi nelle bottiglie virtuali si moltiplicano incontrollati. E non si possono praticamente fermare. Quel che conta è in primo luogo far funzionare il cervello: e scartare gli appelli che si presentano subito come inverosimili. Lo spiega bene Incorvaia, che a distanza di tanto tempo si è reso conto del meccanismo perverso che, suo malgrado ha messo in moto: "La gente, in casi come quello che mi è capitato, dovrebbe verificare la provenienza della missiva invece di rispedire il tutto ad amici e conoscenti. Con il solo effetto di pulirsi la coscienza senza aiutare nessuno".

(23 marzo 2000)

Web: http://195.191.167.50/salute/default.html



Thu Mar 23, 2000 4:41 pm

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Danilo Curci
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