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SALUTE - Cara mamma, caro papà, sono gay   Message List  
Reply | Forward Message #12 of 213 |
 13/03/2000: Cara mamma, caro papà, sono gay
Inviato da: lapsus
Fonte: La Stampa

Così gli italiani vedono l’omosessualità: indagine Explorer-La Stampa, mentre la «giornata dell’orgoglio» riaccende la polemica

Cara mamma, caro papà, sono gay

di Maria Laura Rodotà

Notizie un po' buone e un po' cattive per gli italiani e le italiane che meditano di andare a dire «papà, mamma, sono gay». Secondo la ricerca fatta dall'Ipsos-Explorer per La Stampa, solo il 12 per cento degli intervistati pensa che un omosessuale sia «un malato» e solo il 2 «un pervertito». Invece, il 42 per cento (su un campione che va dai 25 ai 54 anni) pensa sia «una caratteristica innata», e lo pensano di più i più anziani. Mentre il 38 la ritiene «una libera scelta di vita», e sono di più i giovani. Per il 66 per cento (59 di uomini, ben 74 di donne) un gay è «una persona normale con gusti diversi dalla media»; un 26 per cento continua a giudicarlo «un diverso che va tollerato». Tollerato neanche tanto: per il 77 per cento vengono discriminati nella vita sociale, per il 75 sul posto di lavoro, per il 52 in politica, per il 46 nello sport. E il 95 per cento è favorevole a leggi che garantiscano agli omosessuali parità di trattamento sul lavoro, e il 57 al riconoscimento ! giuridico delle coppie gay. Mentre è una minoranza, il 27 per cento, che darebbe loro la possibilità di adottare bambini. Però, si legge nelle conclusioni, la ricerca «fa emergere un’attenta coscienza civica degli italiani, che sembrano voler accelerare l’integrazione tra i segmenti sociali».

Ma i pregiudizi resistono: la maggioranza sospetta traumi infantili, vede difficoltà di vita e «riconduce l'omosessualità nell'ambito della devianza sociale e dell'emarginazione». Solo il 13 per cento dice di avere amici gay, il 28 segnala conoscenze, il 5 colleghi di lavoro, il 2 ammette parenti. Intanto, si discute della prevista giornata dell’orgoglio gay a Roma quest’estate, osteggiata dal Vaticano nell’anno del Giubileo. Ne hanno già parlato a Milano, per un paio d'ore ciascuno, dieci uomini e dieci donne riuniti da Explorer per due focus groups, con qualche pregiudizio ammesso, qualche sforzo, qualche sorpresa. Ecco, qui sotto, una sintesi delle due discussioni.

«Come farò a diventare nonna?» Il problema visto da lei, tra paure e pregiudizi.

Lesbica? Perché no, grazie, può capitare, potrebbe essere bello coi tempi che corrono. Un figlio gay? Oddio no, per carità. Spero non mi cresca effeminato, e poi così non divento nonna. Comunque se succede, pazienza. Però abbiamo ancora pregiudizi, ci dispiace... Così, in due parole, il succo di un focus grou di nove donne più una psicologa riunite da Explorer. Che si appassionano, si divertono perfino, e sono (più degli uomini del gruppo gemello) disinibite nel parlare di omosessualità. PSICOLOGA: Chi è per voi un omosessuale? CARLA: Uno che ci nasce o ci diventa. CETTINA: Non si può generalizzare, si può scoprire in situazioni anche fisiche. PSICOLOGA: Si può nascere omosessuali? Coro di sì. PSICOLOGA: Lo si può diventare? CETTINA: Sì, se si cerca un amore più dolce, sensibile. SIMONA: In ciascuno di noi c’è una forma di omosessualità. GIULIA: Può capitare durante una crisi di identità, o in una crisi del rapporto. LILIANA: Può accadere per amore. GIULIA: Credo che certi uom! ini diventino omosessuali perché incontrano tante donne forti. PAOLA: Beh, la virilità media si è molto abbassata. PSICOLOGA: C’è differenza tra gay uomini e donne? GIULIA: I maschi son più alla luce del sole. CARLA: Due donne che vivono insieme colpiscono meno, la gente pensa che siano amiche. PSICOLOGA: Pensate che i gay vengano discriminati? CORO: Sì. CETTINA: C’è il retaggio dei pregiudizi. SIMONA: Io vorrei essere più moderna, ma la mia educazione mi porta a storcere il naso. Chi nasce adesso magari.. ANNALISA: Un nostro collega dirigente non sembrava.. l’hanno scoperto da una telefonata. Ha dovuto cambiare lavoro. PSICOLOGA: Ci sono pregiudizi anche nei rapporti sociali? CETTINA: Sì, non si dice niente ma si tratta in maniera diversa. PAOLA: Tra gli omosessuali c’è l’Aids. Per quello non li accetto molto. E poi fanno porcherie. Ho letto un libro americano, racconta di una specie di fondazione dove c’è un confessionale con un buco e a turno si tirano giù i pantaloni nel c! onfessionale e si fanno l’uno dietro l’altro (stupore in sala). CETTINA: Guarda che è pieno di posti così per coppie normali, ne hanno chiuso uno l’altro ieri dietro casa mia. PSICOLOGA: Un candidato apertamente gay lo votereste? Risate, coro: Perché no? Con tutto quello che abbiamo votato... PSICOLOGA: E se vostro figlio-figlia vi dicesse che è gay? CETTINA: Io soffrirei. Mio marito si sparerebbe. CARLA: Se ci penso, penso subito a tutte le batoste che prenderà. LILIANA: Sarei delusa. Non potrei diventare nonna. SIMONA: Io ho due maschi e sto sempre attenta se gli vien fuori un gesto particolare. E poi il signor Freud ha detto che se succede è colpa delle mamme. PSICOLOGA: Ma se vostro figlio-figlia vi dicesse che il suo è un grande amore, che è molto felice con una persona eccezionale? CETTINA: Io vorrei conoscerla, ‘sta persona eccezionale. Chiederei qual è il suo piatto preferito e lo inviterei a cena a casa mia (risate). PAOLA: No, io non vorrei conoscerlo e non vorrei sa! pere. Ci potremmo vedere qualche volta da soli fuori di casa. PSICOLOGA: Una cara amica vi dice che ha scoperto di essere gay. CETTINA: Sarei turbata, però poi vorrei sapere tutto! LUCIA: Non vorrei si innamorasse di me. Ma se poi mi dicesse che si è messa con una bella miliardaria penserei: beata lei. PSICOLOGA: Chi di voi è lesbica? (risate) CETTINA: Francamente ne sarei felice. SIMONA: Non metto limiti alla Provvidenza. LILIANA: Se tra un po’ mio marito comincia a decadere... PSICOLOGA: E’ giusto far adottare bambini a coppie gay? CARLA: Mi preoccuperei per i bambini. Magari crescerebbero amati e curati, ma poi a scuola, con gli amici, come li vedrebbero? LILIANA: Però... ci sono tanti padri e madri che litigano da mane a sera, e per un bambino sono peggio di due gay che si amano. PSICOLOGA: Ci sono gay nella vostra famiglia? CARLA: Mia cugina. Quando l’ha detto, la madre si è chiusa in casa e ha perso venti chili. Poi è andata a vivere con una primaria, una perbene che fa ! un sacco di soldi, e ora vanno a pranzo dalla mamma la domenica. E’ tutto a posto, o quasi.

«Che disastro un figlio omo» Parla lui: alla radice del fenomeno la famiglia

Dieci uomini e una psicologa discutono di omosessualità. I dieci fanno di tutto per essere razionali, sono nervosissimi. PSICOLOGA: Per voi chi sono i gay? FRANCO: Gente con grossi problemi, certo poco seguiti in famiglia. MARIO: Vanno bene se rispettano le regole del vivere civile. GIUSEPPE: Un gay è uno normale se riesce ad accettarsi per quel che è. LUCA: Uno non è gay per scelta, ci nasce. FRANCO: Qualche ragazzo lo è perché ha subito violenza da piccolo. Come i ragazzini del Brasile che poi diventano viados. MARIO: Si sa che in ogni persona c'è una componente omosessuale. Bisogna vedere come si scatena. ENZO: Ci sono eccezioni. Uno ci nasce gay. O può fare il gay se mancano le donne. ANDREA: Andiamo, i gay sono persone con un difetto genetico. MARIO: Se l'omosessuale chiude la porta di casa sua, nessun problema. Se mi fa la corte, mi stuzzica, allora non mi va bene. PSICOLOGA: Potreste diventare gay per amore? MARIO: No, no. MATTEO: Può succedere di tutto. FRANCO: Non dop! o una certa età. PSICOLOGA: Che differenza c'è tra un uomo e una donna gay? LUCA: Bisogna essere donne per capire se una è lesbica. FRANCO: Sono discrete. Ora che ci penso, credo di non aver mai conosciuto una lesbica. PSICOLOGA: Gli uomini gay sono più effeminati? SANDRO: Non è che ci son solo le checche. Molti omosessuali vanno in palestra, hanno dei muscoli grandissimi. PSICOLOGA: I gay sono discriminati sul lavoro? Dubbi generali. LUCA: Dipende da come ti porti all'esterno. Se sei effeminato... FRANCO: Non sono d'accordo sulla tolleranza in ogni campo, ce ne sono di intollerabili. Per me, non si possono accettare determinati comportamenti a livello societario. ENZO: Mah, molti fanno più carriera. FRANCO: E' vero, nei negozi di via Montenapoleone vi sfido a trovare un commesso etero. Tutta la moda è così. PSICOLOGA: Votereste per un candidato apertamente gay? CORO: Sì, considerando i politici che abbiamo... PSICOLOGA: Accettereste un calciatore gay nella vostra squadra? SAN! DRO: Se gioca bene certo. MARIO: Se è bravo si giustifica tutto. PSICOLOGA: Vostro figlio vi dice che è gay... GIUSEPPE: Mi può dispiacere ma è sempre mio figlio. ANDREA: Sarebbe un trauma, via. MASSIMO: Omosessuale è sinonimo di problema. Vuol dire che avrà problemi, che avrà difficoltà future. Franco: A me spiacerebbe parecchio, cercherei di parlarci. Vorrei capire le mie responsabilità. MARIO: Mi dispiacerebbe ma non ne farei una tragedia. Questa non è una condizione voluta, ma quasi imposta dalla natura. ANDREA: Sarei disperato: vorrebbe dire che andrà a far parte delle persone discriminate, che avrà una strada in salita. GIOVANNI: Se tutti lo accettassero diventerebbe normale anche per me. PSICOLOGA: Un vostro amico vi dice che è gay... ANDREA: Contento lui, però non mi convince a diventarlo. PSICOLOGA: Ma voi avete amici gay? CORO: No, solo delle conoscenze. ANDREA: Amico, amico, poi cominciano a circolare delle voci anche su di te. MARIO: Io non avrei problemi. Ma la cu! ltura comune discrimina. Qualcuno potrebbe pensare che sono omosessuale anch'io. PSICOLOGA: Se qualcuno pensasse che siete gay? Agitazione generale. PSICOLOGA: Usate mai espressioni sprezzanti verso i gay? CORO: Non in modo offensivo, per scherzo sì. PSICOLOGA: Sarebbe giusto approvare leggi contro la discriminazione dei gay? MARIO: Se ci rifletto penso di sì. E bisognerebbe sensibilizzare la gente, con la stampa, la tv. Qualcuno va mai in tv a discutere di omosessualità? Così resiste una cultura discriminante, e reticente, che è anche nostra. GIOVANNI: Io avevo un vicino di casa testimone di Geova, lui sì che era un rompiballe. Molto meglio un gay, scherziamo?


Cosa ne pensate dei risultati dell'indagine Ipsos-Explorer per la Stampa?

Inchiesta sugli italiani e l'omosessualità

Secondo la ricerca Ipsos-Explorer per La Stampa, il 12 per cento degli italiani intervistati pensa che un omosessuale sia «un malato» e il 2 «un pervertito». Invece, il 42 per cento (su un campione che va dai 25 ai 54 anni) pensa sia «una caratteristica innata», e lo pensano di più i più anziani. Mentre il 38 la ritiene «una libera scelta di vita», e sono di più i giovani. Per il 66 per cento (59 di uomini, ben 74 di donne) un gay è «una persona normale con gusti diversi dalla media»; un 26 per cento continua a giudicarlo «un diverso che va tollerato».

Cosa ne pensate? Vi riconoscete nella nostra indagine?

Potete leggere l'articolo di Sergio Trombetta e gli editoriali di Gianni Vattimo e Giorgio Calcagno, e poi dire la vostra .

E leggere qui le vostre risposte.

Il sito ufficiale dei gay italiani www.gay.it

Il sito ufficiale delle lesbiche italiane www.women.it/les

Web: http://195.191.167.50/salute/default.html



Mon Mar 13, 2000 10:19 am

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