|
|
||
|
||
|
|
||
|
|
||
|
Tumori al cervello, a Lecce
nuova tecnica d'intervento 27 February 2009 |
||
|
La filosofia è simile a quella che gli
strateghi della guerra moderna utilizzano nei cosiddetti «bombardamenti
chirurgici». In pratica la bomba o il missile raggiungono l’«obiettivo
sensibile» e lo distruggono senza danneggiare tutto ciò che sta intorno. Almeno,
così dicono. Simile ma molto più nobile - e, si
spera, ben più efficace - l’obiettivo che si pone la Redioterapia
sterotassica (o radiochirurgia stereotassica) diventata una realtà anche a
Lecce. Il nemico da colpire, senza pietà, è il tumore al cervello. Il
bombardamento è potente, mirato, inflessibile. Distrugge il tumore senza
toccare il tessuto sano che lo circonda. Un bel passo in avanti rispetto al
«bombardamento generalizzato» che di solito si effettua con la «normale»
radioterapia. Ma non sempre attuabile. E comunque molto impegnativo nella sua
esecuzione. La zona del cervello da colpire, infatti, è molto delicata, è
piccola, ed è circondata da tessuto di vitale importanza. Sbagliare bersaglio
può avere conseguenze drammatiche. Allora bisogna «fissare» la testa del
paziente alla macchina, individuare con millimetrica precisione la lesione da
trattare e quindi colpire il bersaglio con la giusta dose di radiazioni.
Un’impresa ardua che, però, garantisce risultati eccellenti. Risultati
che fino a poco tempo fa i malati cercavano nel Nord Italia sottoponendosi ad
estenuanti viaggi della speranza. Risultati che ora vengono felicemente
raggiunti anche nel piano interrato dell’Oncologico di Lecce dove ha sede l’Unità
operativa di Radioterapia diretta dal primario Mario Santantonio. Un reparto lungamente atteso, per
anni al centro di violente polemiche ed ora diventato uno dei migliori in
Italia. Un reparto dove si praticano tutte le moderne tecniche di
radioterapia tra cui, dicevamo, anche la radioterapia stereotassica. Un piccolo miracolo quello che sta
avvenendo nel padiglione oncologico del Vito Fazzi. Perchè la radioterapia
stereotassica richiede un impegno interdisciplinare. Perchè gli uomini della
radioterapia devono essere supportati da altri specialisti. Ed infatti,
accanto al gruppo del dottore Santantonio, operano i neurochirughi, con il
dottore Piero Cantisani in prima linea, ed i fisici. Se il neurochirurgo ha
il compito di fissare l’apparecchio al cranio del paziente, spetta
invece agli uomini della Neuroradiologia, diretta dal primario Fernando Lupo,
ed a quelli della Radiologia, diretta dal primario Massimo Torsello, il
compito di individuare e definire correttamente la zona bersaglio. Infine, al
dottore Santantonio ed ai suoi collaboratori il compito di «premere il
grilletto». Un lavoro interdisciplinare che sta
dando ottimi risultati ma che, purtroppo, al Fazzi rappresenta una rarità.
Quasi un piccolo miracolo i cui frutti sono però evidenti. La radioterapia stereotassica, dunque, è
una realtà. Dopo mesi di preparazione - sia delle apparecchiature che degli
uomini - sono già stati trattati i primi pazienti ed il nuovo servizio è
ormai operativo al cento per cento. «Possiamo garantire quello che si fa nei migliori centri
italiani», assicura il dottore Santantonio. «Così si evitano inutili viaggi della
speranza», gli fa eco il primario della Neurochirurgia del Vito Fazzi,
Antonio Montinaro. «Un altro importante servizio garantito
ai cittadini del Salento», conclude Guido Scoditti, direttore generale della
Asl di Lecce. Commento
Personale: E’ possibile
contattare il Dr. Santantonio preso l’Ospedale Vito Fazzi a questo
numero di telefono: 0832/661160. Gli altri reparti li potete trovare a questo
indirizzo web. Si tratta di una buona opzione terapeutica da valutare
alla prima o seconda recidiva in contemporanea alla chemioterapia senza
doversi così recare presso i centri del nord. Vi ricordo anche che a Messina
è disponibile la Cyberknife, il più moderno ed efficace metodo di
radioterapia stereotassica. |
||
|
Source Gazzetta del Mezzogiorno |
||
|
|