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Le regole per non fare di ogni erba un fascio
15 December 2008 | ||
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Medicine alternative, non convenzionali, complementari, naturali, olistiche o dolci: comunque si chiami questo insieme di terapie - per citare le più conosciute: agopuntura, fitoterapia, manipolazioni osteoarticolari, omeopatia - l'importante è non perdere di vista l'aspetto sicurezza. Lo ribadisce un decalogo per il cittadino, con 10 semplici istruzioni per l'uso frutto del lavoro di Istituto superiore di sanità, Società italiana di farmacologia e Centro di medicina naturale della Usl 11 di Empoli. «Finora abbiamo messo la testa sotto la sabbia, ma è giunto il momento di affrontare la questione delle medicine non convenzionali — premette Achille Caputi, presidente della Società italiana di farmacologia —. Chi vi ricorre deve prendere atto che naturale non è sinonimo di senza rischi: i rimedi a base di erbe possono provocare effetti collaterali, reazioni allergiche e interagire con altri farmaci. Il decalogo, comunque, non vuole affatto demonizzare le medicine complementari, ma solo invitare a un uso sensato». Il grande passo in avanti è stato quello di riuscire a creare un documento condiviso da esperti di medicina ufficiale e non convenzionale, sottoscritto da società scientifiche e associazioni di entrambi gli «schieramenti», a beneficio di quel 4-5% di italiani che ricorre alle pratiche non convenzionali. «Quando si parla di agopuntura o di fitoterapia occorre definire un profilo rischi/benefici — fa notare Roberto Raschetti, responsabile del Reparto di farmacoepidemiologia dell'Istituto superiore di sanità —. Purtroppo sul fronte dei benefici abbiamo per ora limitate informazioni scientifiche per la carenza di studi clinici ben strutturati. Per quanto riguarda i rischi possiamo, invece, fare alcune considerazioni importanti. Sappiamo, infatti, che i prodotti naturali, o particolari terapie "alternative", presentano vari tipi di insidie. Tanto per cominciare, qualsiasi pratica può avere effetti indesiderati; per di più ci sono anche altri pericoli: per esempio, i rimedi «verdi» possono contenere contaminanti, oppure essere preparati con erbe spontanee non controllate. Ma soprattutto è rischioso voler fare di testa propria, abbandonando magari una terapia convenzionale appropriata». I danni causati dall'uso sbagliato di rimedi «naturali», o dal ricorso improprio a pratiche alternative, possono essere anche molto seri, ricorda Luigi Gori, medico chiropratico ed esperto di fitoterapia in forza al Centro di medicina naturale di Empoli. «Molte erbe — dice Gori — sono vendute comunemente anche su Internet benché pericolose. Per esempio il Camedrio è spacciato per dimagrante, mentre il Ministero della Salute la considera un veleno. La Celidonia è raccomandata dalla medicina popolare per il fegato, ma in realtà causa lesioni epatiche gravissime. Poi c'è il problema degli estratti alcolici di piante, facilmente reperibili in farmacia o erboristeria. Vengono dati anche ai neonati per farli dormire. E loro dormono, ma perché "ubriachi". I danni al fegato sono immaginabili». Come porre rimedio a questa situazione? «Tanto per cominciare, puntando su informazione e attenzione anche da parte degli utilizzatori; ma in futuro i fitoterapici, oggi regolamentati come integratori alimentari, — nota Giochino Calappi, del Comitato valutazione delle erbe medicinali dell'Agenzia europea per i medicinali— per poter essere venduti dovranno seguire un iter ben più severo, analogo a quello dei farmaci. E per i preparati che non hanno "dignità" di farmaci, si potrebbe prevedere un secondo binario semplificato: verrebbero definiti "medicinali tradizionali" in quanto la loro utilità si basa più su un uso tradizionale che su dati scientifici». Intanto, l'approvazione da parte della Food and Drug Administration statunitense del primo farmaco fitoterapico (sinecatechine, sostanze estratte dal tè verde, indicate per la cura delle verruche genitali) conferma che una regolamentazione scientifica dei rimedi tradizionali è possibile. Commento Personale: Sottolineiamo bene quanto si dice in questo articolo perchè è centrale: "Il decalogo, comunque, non vuole affatto demonizzare le medicine complementari, ma solo invitare a un uso sensato". Le indicazioni di medicina alternativa che trovate in questo forum presentano tutte una base di sicurezza e di studi scentifici che ne supportano, ragionevolmente, l'utilizzo.
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Source Corriere Della Sera | ||
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