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Language centers revealed, brain surgery refined with new
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I
neurochirurghi dell'Università della California a San Francisco hanno
annunciato di avere messo a punto una nuova tecnica di mappatura del cervello
che permette di rimuovere tumori prossimi ai centri che controllano il
linguaggio minimizzando i rischi operatori, l'esposizione del cervello e il
periodo di tempo che il paziente deve stare sveglio nel corso
dell'operazione. Lo studio inoltre raffina la comprensione del modo in cui il
controllo del linguaggio è organizzato a livello cerebrale, grazie all'individuazione
di nuove regioni coinvolte nella produzione del linguaggio parlato e nella
lettura. La tecnica utilizzata dal gruppo, diretto da Mitchel Berger e Nader Sanai della UCSF negli
States, è illustrata in un articolo pubblicato sul numero odierno del The New England
Journal of Medicine. "Lo studio - ha affermato Berger - rappresenta
un cambiamento di paradigma nella mappatura delle aree del linguaggio nel
corso di una resezione tumorale. Non solo abbiamo dimostrato che la tecnica è
sicura nel corso dell'operazione, ma anche che l'organizzazione funzionale
del linguaggio è molto più diversificata e personalizzata di quanto non si
pensasse." "L'accurata
comprensione dell'organizzazione corticale del linguaggio ha implicazioni
cliniche che vanno anche al di là di quelle che interessano i pazienti
affetti da tumori", ha aggiunto Sanai. "Nel quadro di questa
revisione anatomica possiamo comprendere meglio anche situazioni che
riguardano pazienti con epilessia, ictus, lesioni alla testa che comportino
difficoltà di linguaggio e altro ancora." La
tecnica utilizzata fa ricorso a quella che viene chiamata mappatura cerebrale
negativa ed elimina la dipendenza del neurochirurgo dai metodi tradizionali
che richiedono la rimozione di una parte molto ampia della teca cranica e una
estesa mappatura cerebrale mentre il paziente è cosciente. La nuova tecnica
di mappatura, che richiede l'esposizione di una parte molto più ridotta del
cervello - di poco superiore a quella necessaria all'asportazione del tumore
- è detta negativa in quanto punta all'identificazione attraverso un
elettrodo bipolare non delle aree che rispondono a una stimolazione in modo
positivo (definito come arresto della capacità di vocalizzazione del
linguaggio, di nominare oggetti, di leggere ecc.) ma solamente di quelle
parti che mostrano di non essere coinvolte nelle funzioni linguistiche. Altre
informazioni sul lavoro di Berger in inglese: “Nearly half our patients had no
positive language sites in the area exposed, yet their functional outcomes
remained nearly identical or better than patients who underwent extensive
positive language mapping,” said Sanai. “In addition, our results
show that negative language mapping can be relied upon even when language
function is already affected by tumor growth.” Over eight years, Berger and his team tested negative language
mapping on a total of 250 consecutive patients (146 men and 104 women), all
of whom had gliomas -- a common and often fatal brain tumor -- affecting the
dominant hemisphere of their brain. One week following surgery, 194 of the 250 patients (77.6
percent) retained the language function they had prior to surgery. Six months
later, only four of the 243 surviving patients (1.6 percent) exhibited
worsened language function. Cumulatively, the neurosurgeons stimulated 3281
cortical sites in the brains of the 250 patients. |
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Source Eureka Alert, Espresso |
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